Descrizione
ART. VICUNA / CASHMERE V. 4/26 CAMMELLO NATURALE – VIDEO DISPONIBILE
50% VICUNA, 50% CASHMERE – MADE IN ITALY (BIELLA)
PREZZO STOCK € 790 /MT
(VALORE COMMERCIALE € 3.000,00)
GR 460 /MTL – H 150 cm
CAMPIONE (cm 10 x 10): € 20 CADUNO
CIMOSSATA “CASHMERE E VICUNA PER’U’ – MADE IN BIELLA ITALY” (CORREDATO DA ETICHETTA)
TESSUTO UNISEX INDICATO PER: CAPPOTTI, GIACCONI, GIACCHE PESANTI, MANTELLE, COPERTE, PLAIDS, CAPPELLI, ECC..
Tessuto di altissimo pregio nato dall’unione di Vicuña, la fibra tessile più rara ed esclusiva al mondo, spesso definita “fibra degli Dei”, e Cashmere Top Mongolia, selezionato per finezza, purezza e performance tessile, nella medesima tonalità cammello naturale.
Il valore distintivo di questa qualità risiede nel colore cammello naturale della Vicuña, direttamente proveniente dal manto dell’animale, non frutto di tintura o artifici cromatici. A questa si affianca un cashmere Top Mongolia anch’esso in tonalità cammello naturale, scelto per armonizzarsi perfettamente alla Vicuña senza alterarne autenticità e nobiltà cromatica.
Il risultato è un equilibrio cromatico puro, omogeneo e assolutamente naturale, impossibile da replicare artificialmente.
Il cashmere, in qualità superiore, si fonde armoniosamente con la Vicuña, esaltandone morbidezza, elasticità e comfort, senza mai sovrastarne la nobiltà.
Il tessuto si distingue per:
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Rarità assoluta delle materie prime
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Colore naturale cammello, puro ed elegante, espressione diretta delle fibre
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Mano straordinariamente morbida e setosa, con corpo pieno
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Luminosità naturale e profondità cromatica
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Calore e corposità elevate, ideale per capi di alta gamma
Per la pulizia richiedere ai centri specializzati esclusivamente il lavaggio a secco, non candeggiare. Non usare l’asciugatrice, stirare a bassa temperatura.
*LA VICUÑA: storia del tessuto più prezioso al mondo.
La fibra tessile più pregiata ed esclusiva al mondo deriva dal più piccolo dei camelidi sudamericani: la vicuña.
L’80% di questa specie protetta, di cui oggi se ne contano circa 180.000 esemplari, vive sulle Ande, in enormi allevamenti che ne permettono la vita allo stato brado. Questo animale, considerato sacro dalla popolazione Incas, ha rischiato l’estinzione dal 1572, data che segna la fine dell’impero Inca, agli anni Settanta del ‘900.
Il declino di questa razza, iniziato a seguito della colonizzazione spagnola, è stato causato prima dai conquistadores e successivamente dai bracconieri che hanno perseguitato per secoli questo animale al fine di impadronirsi del suo pregiatissimo vello.
Nel 1960 si contavano circa 5 mila esemplari, a differenza dei 3 milioni presenti nel sedicesimo secolo. Ebbero dunque inizio, tra gli anni Sessanta e Settanta, i primi tentativi di salvaguardia di questa specie animale da parte dello stato peruviano concretizzati nella creazione di riserve naturali e nell’emissione di decreti che ne regolamentassero l’uccisione e il commercio.
Fu a Washington, nel 1976, che la vicuña venne inserita nell’Appendice I, riservata alle specie che necessitano il massimo grado di protezione. Questa azione, intrapresa dalla convezione internazionale dell’ONU che regola il commercio di animali e piante in pericolo, decretò la fine di ogni forma di sfruttamento della vicuña.
Numerose ragioni giustificano la preziosità del manto di questo animale che è considerato così pregiato da essere addirittura soprannominato “Vello degli Dei”. La difficoltà di reperimento dovuta al basso numero di esemplari esistenti si somma alla minima quantità di lana prodotta da questo animale adulto, che è di circa 100 grammi di fibra ogni due anni, una quantità minima considerando che per un cappotto è necessario utilizzare il vello di circa 25-30 animali adulti.
Infine, lo strato più esterno di pelo che la vicuña. sviluppa, ha una fibra di diametro pari a 12 micron, più sottile del cashmere che arriva a 15 µm. Ciò la rende una delle fibre più pregiate al mondo e ne giustifica anche l’aspetto morbido e lucente e il soprannome “fibra degli dei”.







