100% VICUNA PERU’ V. BLU SCURO

COD. 51470

€2,800.00 /mt

Descrizione

ART. PURA VICUNA V. BLU SCURO

100% VICUNA PERU’ – MADE IN ITALY (BIELLA)

PREZZO € 2.800 /MT

(VALORE COMMERCIALE € 6.000)

GR 350-360 /MTL – H 150 CM

CAMPIONE (cm 10 x 10): € 30 CADUNO

 

STAMPIGLIATO “100% VICUNA PERU’”(CORREDATA DA ETICHETTE). TESSUTO UNISEX INDICATO PER: GIACCHE, CAMICIE, STOLE, SCIARPE, GONNE, ABITI DONNA, PANTALONI MORBIDI CAPPOTTI (DA FODERARE), MANTELLA, ECC…

Per la pulizia richiedere ai centri specializzati esclusivamente il lavaggio a secco, non candeggiare. Non usare l’asciugatrice, stirare a bassa temperatura.

Tessuto di rarità e pregio assoluti, realizzato in pura Vicuña, la fibra tessile più esclusiva al mondo, lavorata a Biella secondo la più alta tradizione manifatturiera italiana.

Il punto di forza distintivo di questa qualità risiede nella purezza integrale della fibra, unita a un blu profondo, intenso ed elegante, ottenuto attraverso una tinteggiatura altamente specializzata, capace di preservare intatte le caratteristiche straordinarie della Vicuña: leggerezza, setosità e finezza estrema e luminosità naturale.

Tingere la Vicuña pura in nero, senza comprometterne struttura, mano e riflessi, è un’operazione di estrema complessità tecnica, riservata a pochissimi lanifici d’eccellenza. Il risultato è un nero compatto, vellutato e sofisticato, mai opaco, con una presenza scenica di livello sartoriale.

Il tessuto si distingue per l’ eccezionale Morbidezza e mano setosa, con corpo pieno, Calore elevatissimo,  e Caduta impeccabile, ideale per capi sartoriali di alto livello.

Un’opportunità eccezionale e irripetibile per accedere a una delle fibre più preziose al mondo a un prezzo straordinariamente vantaggioso, riservata a intenditori, sartorie d’élite e collezionisti.
Questo posizionamento è reso possibile dall’importazione diretta del filato da artigiani biellesi, evitando l’incidenza dei costi legati al brand.

*LA VICUÑA: storia del tessuto più prezioso al mondo  

La fibra tessile più pregiata ed esclusiva al mondo deriva dal più piccolo dei camelidi sudamericani: la vicuña.

L’80% di questa specie protetta, di cui oggi se ne contano circa 180.000 esemplari, vive sulle Ande, in enormi allevamenti che ne permettono la vita allo stato brado. Questo animale, considerato sacro dalla popolazione Incas, ha rischiato l’estinzione dal 1572, data che segna la fine dell’impero Inca, agli anni Settanta del ‘900.

Il declino di questa razza, iniziato a seguito della colonizzazione spagnola, è stato causato prima dai conquistadores e successivamente dai bracconieri che hanno perseguitato per secoli questo animale al fine di impadronirsi del suo pregiatissimo vello.

Nel  1960 si contavano circa 5 mila esemplari, a differenza dei 3 milioni presenti nel sedicesimo secolo. Ebbero dunque inizio, tra gli anni Sessanta e Settanta, i primi tentativi di salvaguardia di questa specie animale da parte dello stato peruviano concretizzati nella creazione di riserve naturali e nell’emissione di decreti che ne regolamentassero l’uccisione e il commercio.

Fu a Washington, nel 1976, che la vicuña venne inserita nell’Appendice I, riservata alle specie che necessitano il massimo grado di protezione. Questa azione, intrapresa dalla convezione internazionale dell’ONU che regola il commercio di animali e piante in pericolo, decretò la fine di ogni forma di sfruttamento della vicuña.

Numerose ragioni giustificano la preziosità del manto di questo animale che è considerato così pregiato da essere addirittura soprannominato “Vello degli Dei”. La difficoltà di reperimento dovuta al basso numero di esemplari esistenti si somma alla minima quantità di lana prodotta da questo animale adulto, che è di circa 100 grammi di fibra ogni due anni, una quantità minima considerando che per un cappotto è necessario utilizzare il vello di circa 25-30 animali adulti.

Infine, lo strato più esterno di pelo che la vicuña.  sviluppa, ha una fibra di diametro pari a 12 micron, più sottile del cashmere che arriva a 15 µm. Ciò la rende una delle fibre più pregiate al mondo e ne giustifica anche l’aspetto morbido e lucente e il soprannome “fibra degli dei”.